RENZO CERBO STUDIOS
Creative Director
Film Director
Manager Entertainment

I’M

Quanti anni hai?
44, sono GGiovane!

Regista, Direttore creativo, Entertainment Manager non è un po’ troppo?

– Vero, aggiungerei: sceneggiatore, autore, editor ecc ecc ecc.., però E’ come possedere dei mattoncini della lego, in relazione alla tua creatività puoi costruisce una semplice casetta quadrata o la nave spaziale di Star Wars! E a me la “fantascienza” piace… che poi! Prendi Tom Ford, non è stlista, direttore creativo, regista, attore e produttore? Ed è numero uno in tutto!

Cosa pensi del marketing e la comunicazione?

– E’ come saper disegnare, puoi studiarlo quanto vuoi ma devi avercelo nel sangue e devi soprattuto avere gusto.  

E della creatività e dell’entertainment?

Idem

Cosa manca in questo settore?

In questo momento storico manca il gusto, in ogni settore.

Pensi di riuscire in quello che fai?

Con il tempo ho capito cosa vogliono le persone e so cosa accadrà!

Sicuramente il mio percorso di vita mi ha insegnato tanto, o tutto! Da ragazzino ero a servire tra i tavoli dei ristoranti, ed oggi sono ai tavoli riunione per discutere e intraprendere progetti con dirigenti e presidenti di multinazionali.

Quali sono i tuoi punti di forza?

– Il gusto e la qualità! 

– creare fuori dagli schemi

– Intercettare cosa ci riserva il futuro prima di tanti e cosa sarà “imposto” sul mercato

Cosa ti piace del tuo lavoro?

– Andare al dormire e non vedere l’ora di svegliarmi per riprendere il lavoro del giorno precedente. Portare risultati concreti, fare la differenza. Creare o ideare ciò che altri non creano.  

Come hai iniziato?

– Lo racconto in breve: 

Ho studiato tanto, lavorato tanto, ho aperto società, poi venduto, poi fallito, ho imparato tanto, poi lavorato tanto, ho preso tante batoste, ho lavorato gratis spontaneamente e per chi non mi ha pagato, ho imparato ancora, ho sudato, ho vinto, ho imparato e vinto ancora! 

Ok, racconta la versione lunga.

– Ci provo: non conoscevo ancora la differenza tra una donna e una BMX, avevo più o meno 15 anni e 50 brufoli – 28 anni fa per l’esattezza – incassai le prime lire montando e smontando audio e luci per concerti e grandi eventi – tiravo cavi, attaccavo prese e dormivo  poco – quelli erano i miei primi show visti dalle quinte. A 17 anni comprai gli intramontabili Technics 1200, piatti per DJ, e divenni il “Bob Sincler della sagra del pinolo”, mi piaceva organizzare e intrattenere ma il dj non era la mia ambizione e mi portò a fare l’animatore nei villaggi turistici.  Grazie a questo mi trasferii a Milano ed ho approdato in TV, a 18 anni battevo le mani a comando tipo “Jolly Chimp” la scimmietta con i piatti, e a 20 anni facevo la mia prima regia!

Com’è possibile in così poco tempo?

– Se la curiosità ti divora, la passione ti sbrana, i soldi ti servono per campare, ci credi e hai la creatività per costruire  “navi di Star Wars”, puoi farlo!

Continua

– Poi, tra lavare bicchieri e preparare affettati in una famosa trattoria milanese (la Trattoria Toscana) ho iniziato a studiare, scrivere e proporre testi e idee a chiunque.

Quando ero negli studi Mediaset, ad allora Finivest, sembravo un segugio in un campo di tartufi caduti dal cielo: chiedevo, conoscevo ed imparavo. Buona Domenica su Canale 5, quella con Jerry Scotti e Gabriella Carlucci si è rivelata molto formativa e mi ha permesso di avvicinarmi al mondo della produzione TV e cinematografica.

Seguivo corsi e imparavo lavorando “agggratis” in grandi post produzioni e agenzie – poi i caffè come li facevo io nessuno – ma ho anche fatto l’assistente, aiuto regia e nel frattempo sperimentavo mie idee di regia in cortometraggi. Dopodiché mi viene offerta la possibilità di cimentarsi nella scrittura, nel programma “Chi C’è C’è” su Rete 4, condotto da Silvana Giacobini. Negli anni a seguire lavoravo per alcuni programmi della Network Entertainment, prima tra tutti Global TV, essendone ideatore, autore e regista, Uhalà!

Quando la svolta?

– Se per svolta si intende il punto di arrivo, allora mai, sono ancora alla ricerca e continuerò fin che campo a sbagliare, cercare, studiare, vincere e sperimentare. Arrivare significherebbe fermarsi, no “fuckingrazie”, sicuramente inizi a sentirti professionista nel momento in cui ti remunerano per farlo. 

Però posso dire che ad un certo punto la mia “nave Star Wars Lego” piaceva e strano a credersi mi pagavano per creare, ideare e dirigere spot nazionali ed internazionali.

Più o meno nel 2002 inizio a lavorare – con uno stipendio fisso, per la gioia di  mamma!  – con la società Media 8 di Milano, ricoprendo il ruolo di direttore creativo – che figata! – Ho curato la creazione e la direzione artistica degli ADV Event di L’Oréal, Vichy, Inneov, La Roche Posay, Nokia N-Gage, Deutsche Bank e Bosch Technology. Continuavo a sperimentare nuove idee di format TV, ad esempio nella regia del pilot Caravan of love con Max Laudadio. 

– Ti sei annoiato? Vuoi che mi fermo? Guarda che sino a qui ero ancora “pupetto”, devo ancora arrivare a 44 anni, vedi tu?!? 

Se proprio devi!

E niente, cerco di sintetizzare e menarmela un po’.

Il mio lavoro riscuoteva consensi e apprezzamenti in Italia e all’estero: nel 2004 mi affidano la direzione artistica e la regia per un “super mega evento” in Spagna per Deutsche Bank, su commissione dell’agenzia People and Partners. Poi per continuare a fare scena posso citare anche a livello autorale esperienze oltralpe, prima fra tutte il format “Agenzia Rossi Viaggi” girato a Parigi con Paolo Rossi.

Che ricordi hai di queste esperienze?

Che si girava e montava ancora in “Beta” 16-32 e per i più fortunati in 74”.

Cioè?

A manovella!!! Pellicole e supporti magnetici, va beh! Le cassette! immagina il vecchio VHS, ma per uso professionale, è come ricordare il Comodore 64, che prima di poter giocare a Pac-man si rimaneva incantati mezzora davanti al TV tipo “The Ring”. Ma prima ancora tagliavo fisicamente la pellicola e incollavo ad altra per creare un film unico. 

Quando hai incominciato a lavorare con digitale?

Ho iniziato da i primi software di montaggio, tipo l’Amiga 500 – se ci penso “muoro” -, chi lo conosce sà, sino ad arrivare ad oggi con i sistema Avid Media Composer, Cinema 4D ecc ecc.

Quanti software sai usare?

Più o meno tutti! Dalla computer grafica al video editing, dal 3D al sound design: Avid, tutto il pacchetto Adobe, Maya, ProTools e ancora ecc ecc

Com’è possibile?    

– Sono Herry PLotter!

Beh diciamo che in 24 anni il tempo l’ho avuto, e capisci che i software hanno tutti più o meno lo stesso meccanismo, poi sarà il tuo gusto e creatività a fare la differenza. Ma oltre ad avere la passione per i software ho imparato soprattuto perché facevo prima a sviluppare io che indicare ad un altro cosa volessi.    

Nel 2005 invece incominciavo a rimettermi sulla piazza ed è stata un’annata molto importante, inizio il sodalizio con la Melros Production s.r.l. di Milano, in qualità di  direttore creativo e regista, per la quale ho curato regie, progetti e sceneggiature, e non sai quante! 

Tutte realizzate?

– Se ciao, magari! Questo è un mestiere che è fatto di progetti, tanti progetti, troppi progetti, scrivi, studi strategie per mesi, proponi, ti faranno sapere, ti rubano le idee, riproponi, ti rubano le idee, “bello ma dobbiamo selezionare quello dell’amico”, ti rubano le idee, “bello ma l’altra agenzia ha l’inciucio”, comunque fa parte del gioco, ti abitui e vai avanti, con il tempo quello che sei uscirà fuori.

Per chi hai preparato la tua creatività, progetti e idee?

– Tanti, quasi tutti i media: Rai, Mediaset, la7, RCS, MTV, Mondadori, Sky, BBC,  CCTV, agenzie di comunicazione, brand nazionali ed internazionali, dalla moda all’elettronica/informatica, dall’arredo al design,  dal B2C al B2B.

Ma non è meglio specializzarsi in un settore? 

– E lo sono, lo sono in creatività, in style e regia, per me che siano patate o gioielli non importa, per tutti lo scopo è lo stesso, arrivare al target, creare, comunicare e vendere, il mio scopo è che il prodotto si venda o si diffonda, che sia la mia arte o che sia un articolo lo faccio solo se c’è gusto e qualità.    

– Comunque mi sono tolto belle soddisfazioni nel curare l’imagine in strategie di marketing, scrivere sceneggiature, direzioni creative e dirigere film commercial, con la MRP ancora in tenera età ho avuto modo di mettere in piedi spot di Casa Elettronica, di Donna Oro, interpretati da Walter Nudo e Melissa Satta, la regia e sceneggiatura del film ECIE Group e del cortometraggio The Reality. 

A mio avviso non erano eccezionali, ma ho avuto modo di imparare tanto, sporcarmi le mani e rischiare il culo. 

In qualità di freelance ho scritto, diretto e prodotto i demo spot di Mastercard e Budwaiser. Da non dimenticare gli spot per Ecostore (“ancora in fasce”), EA_7 e NURGroup, Boxeur de rue (Marseille), Santoni Shoes spa, la regia del concerto Live di Enrico Ruggeri (Rock Show), la sceneggiatura e la regia del video La mia terra dei Nomadi, la creatività e regia presentazione EMEA 2010 e la regia dello spot premio Matteotti del Governo Italiano – e qui però ho avuto un po’ di critiche dalla stampa, a mio parere fuori luogo, citando il fatto che fossi un ex autore Mediaset e nello spot non avevamo menzionato il rapimento di Matteotti, cosa che non aveva nulla a che fare con il messaggio che dovevamo comunicare –  poi ho realizzo un altro cortometraggio per la Onlus InOltre, ma niente di  artisticamente e tecnicamente eccezionale. 

Continuo parallelamente a dedicarmi alla regia e alla scrittura creativa di alcuni format, quali ad esempio One Day con Barbara Petrillo e Raffaello Tonon, Linkill con Fabiola Casà di Radio105 e Pausa.it con Sara Ventura e Cristiano Malgioglio.

Come sei arrivato nei cinema e all’opera?

– Qui ho avuto gradi soddisfazioni, incontrai un “pazzo visionario” Francesco Stochino, produttore, business man e sicuramente creativo che apprezzava il mio approccio fuori dagli schemi. La fotografia, il montaggio, il taglio cinematografico delle immagini, la scrittura e la mia creatività, incuriosiscono e stimolano la sua casa di produzione milanese Opera Italiana, che mi affida la regia del film Don Giovanni di W.A. Mozart, per la regia teatrale di Damiano Michieletto – un altro “folle creativo” – al Gran Teatro La Fenice di Venezia; la buona riuscita e il successo del film mi permettono di seguire a Venezia anche la successiva regia cine-televisiva de L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti e Lucia di Lammermoor. Poi il 7 ottobre 2010 dirigo la regia televisiva del Gala Concert, che inaugura l’anno Italia-Cina alla presenza del Primo Ministro Cinese Wen Jiabao e del capo del Governo Italiano Silvio Berlusconi al Teatro dell’Opera di Roma trasmesso nel dicembre 2010 dal primo canale Cinese (CCTV). 

Dal 2011 ad oggi?

Eh ma non ho raccontato quando ho aperto nel 98 una serie di store streetware e accessori,

Magari un’altra volta

 – Ok, però è importante sottolineare che andare negli USA mi ha dato una botta di vita e creatività, sembravo una pallina in un flipper, da allora non mi sono mai fermato. Ho scritto diretto e prodotto serie tipo “Life in Mind”, da record, scritta in un giorno e girata in quattro comprese le scene action di inseguimenti in auto e ribaltamenti. 

Mi piace lavorare per chiunque voglia uscire fuori dagli schemi per fare la differenza: agenzie, case di produzione, aziende, istituzioni ecc ecc. Una di queste attualmente è la CFU Studios LLC con la quale ho creato tanto, strategie di marketing, strategie digital e social media, nuove applicazioni, format TV, direzioni creative e regie, ogni tipo di progetto e settore, format per Sky, advertising come Braccialini, Trasvital, Prep, L’Angelica, Byblos, Sodini Gioielli, Soyoung, Lancia,  Prosciutto di Parma, LuisaViaRoma, Stella McCarteny, Bvlgari ecc ecc. 

E comunque avrei ancora tanto da racontare.

Penso possa bastare.

Invece per il futuro?     

E’ già passato…, adesso solo gusto e qualità! sono alle prese con la RENZO CERBO STUDIOS, una realtà fuori dagli schemi, lontana da ciò che si è abituati ad imaginare, il brand che genera creatività e intrattenimento per ogni settore, per se stessi e per gli altri,  che non partecipa a gare, ad awards e i clienti devono possedere requisiti specifici per avere il mio brand. I contenuti viaggiano su una piattaforma/contenitore “STYLE” on-demand.

Invece per il futuro?     

E’ già passato…, adesso solo gusto e qualità! sono alle prese con la RENZO CERBO STUDIOS, una realtà fuori dagli schemi, lontana da ciò che si è abituati ad imaginare, il brand che genera creatività e intrattenimento per ogni settore, per se stessi e per gli altri,  che non partecipa a gare, ad awards e i clienti devono possedere requisiti specifici per avere il mio brand. I contenuti viaggiano su una piattaforma/contenitore “STYLE” on-demand.

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